Primitivo Di Manduria

Primitivo Di Manduria

Primitivo di Manduria DOC - Annata: 2016

Produttore:

17,20

VITIGNO

Primitivo

AFFINAMENTO

6 mesi in barriques di rovere americano e 2 mesi in acciaio

GRADO ALCOLICO

14,5% vol

TEMP. DI SERVIZIO

18° C

IDEALE CON

Arrosti, cacciagione e funghi del bosco, salse e cibi piccanti

NOTE DEGUSTATIVE

Ciliegia e amarena mature, con note di frutta passa e sfumature di cocco e cioccolato


Available!

Descrizione

Situata sulle murge tarantine, Manduria è nota come Città del Primitivo; è stata fondata dai Messapi, antica civilizzazione di origine illirica che incominciò a coltivare uve già nel 2.000 a.C. Questo antichissimo patrimonio viticolo si rispecchia perfettamente nella denominazione Primitivo di Manduria DOP, uno dei riconoscimenti più pregiati del Salento, che garantisce un vino di ottima struttura e corpo, importante tenore alcolico e intenso bouquet, che permane a lungo in bocca e ricorda la frutta maturata sotto l’intenso sole del Salento.

VITIGNO: Primitivo

DENOMINAZIONE: Primitivo di Manduria DOC

ZONA DI PRODUZIONE: zona rurale dei paesi di Manduria e Sava, in provincia di Taranto

SISTEMA DI ALLEVAMENTO: tradizionale alberello pugliese

TERRENO: argilloso

DENSITÀ D’IMPIANTO E RESA: circa 5000 piante per ettaro, con una resa di 1,8 kg di uva per pianta

VENDEMMIA: raccolta manuale, generalmente nell’ultima decade di agosto. Si lavora nelle prime ore dell’alba e i grappoli vengono rapidamente trasportati in cantina, evitando le alte temperature del periodo che potrebbero ridurre la freschezza e aromaticità del vino.

VINIFICAZIONE: l’uva si diraspa e fermenta in acciaio a temperatura controllata di 25°C.

MATURAZIONE: 6 mesi in barriques di rovere americano e 2 mesi in acciaio.

GRADAZIONE ALCOLICA: 14,5%

APPORTO CALORICO: 101,5 kcal/100 ml

NOTE DI DEGUSTAZIONE: colore rosso rubino intenso; bouquet pronunciato di ciliegia e amarena mature, con note di frutta passa e sfumature di cocco e cioccolato; attacco dolce e sapido, un centro bocca importante e bilanciato, con tannini avvolgenti e vellutati. Finale persistente di fichi secchi e frutta stramatura.

SERVIZIO: ossigenare e servire a 18°C

ABBINAMENTI GASTRONOMICI: arrosti, cacciagione e funghi del bosco; primi piatti che utilizzano salse e cibi ben conditi.

Informazioni aggiuntive
Peso1650 g
Affinamento

6 mesi in barriques di rovere americano e 2 mesi in acciaio

Annata

2016

Formato

75 cl

Grado Alcolico

14,5% vol

Linea

Top

Temperatura

18° C

Tipo di Vino

Rosso fermo

Vitigno

Primitivo

Riconoscimenti / Premi
Riconoscimento / Premio

Anno

Punteggio

Decanter 2011

2009

Medaglia d'Argento

IWC 2011

2009

Menzione

IWSC 2011

2009

Medaglia d'Argento

Guida Duemilavini 2012

2009

Quattro Grappoli

IWC 2012

2010

Medaglia d'Oro

Decanter 2012

2010

Menzione

IWC 2014

2012

Medaglia di Bronzo

IWWA 2014

2012

Medaglia di Bronzo

IWC 2015

2013

Medaglia d'Argento

Decanter 2015

2013

Medaglia di Bronzo

IWC 2016

2014

Commended

IWSC 2016

2014

Medaglia di Bronzo

Decanter 2016

2014

Commended

Decanter 2017

2015

Medaglia di Bronzo

Mundus Vini 2018

2017

Medaglia di Bronzo

Decanter 2018

2017

Medaglia di Bronzo

International Wine & Spirits Competition 2018

2016

Silver

International Wine & Spirits Competition 2018

2017

Bronze Medal

Cantine Paololeo

Se è vero che dietro ogni bottiglia di vino c'è sempre una storia da raccontare, quella dei vini Paololeo è una storia semplice e bella, come tutte le storie di famiglia.

Sono state ben cinque le generazioni di viticoltori che, uniti da una passione per il vino e senza mai allontanarsi dalla propria terra, hanno costruito ciascuno un pezzo di storia della cantina che, oggi come allora, sorge a sud di Brindisi, nella cittadina di San Donaci portando ancora il loro nome.

Le Cantine PaoloLeo sono oggi un'azienda moderna con una sede di 17.000 mq, una linea di imbottigliamento completamente automatizzata, una capacità di 50.000 ettolitri di vino e 500 barrique francesi e americane per l'invecchiamento dei vini.

Tuttavia, il "cuore" di tutta l'attuale superficie vitata sono ancora quei 25 ettari dove il bisavolo cominciò agli inizi del Novecento a vinificare le sue uve nella Masseria Monticello. Fu poi suo nipote Paolo Leo ad ereditare la terra e a costruire la cantina.

E oggi è ancora un erede, l'omonimo Paolo Leo, a guidare la cantina, insieme a sua moglie Roberta e ai figli maggiori, Nicola e Stefano.

Pagina ufficiale: www.paololeo.it

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